Il Comune di Roma acquista immobili privati: una nuova strategia per l'edilizia residenziale pubblica

Il Comune di Roma investe 200 milioni per acquistare appartamenti privati da destinare all'edilizia residenziale pubblica (ERP), promuovendo un modello di mixité sociale e integrazione urbana.

Il Comune di Roma sta attuando un’importante operazione di politica abitativa, stanziando circa 200 milioni di euro per l’acquisto di centinaia di appartamenti privati da destinare all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP). Questa strategia segna un cambiamento rispetto alla tradizionale costruzione di nuovi quartieri popolari, puntando all’integrazione degli alloggi pubblici nel tessuto urbano esistente e promuovendo un modello di mixité sociale.

Analisi

L’iniziativa si discosta dal modello tradizionale di sviluppo di aree dedicate all’edilizia pubblica. Invece di costruire nuovi complessi immobiliari, l’Amministrazione Capitolina ha scelto di acquistare unità abitative già esistenti, ubicate all’interno di condomini privati e distribuite in diversi quartieri della città.

L’operazione coinvolge in modo significativo il patrimonio immobiliare della Fondazione Enasarco (Ente Nazionale di Assistenza per gli Agenti e i Rappresentanti di Commercio), dalla quale il Comune sta acquisendo un consistente numero di alloggi. Il piano prevede l’acquisto sia di appartamenti liberi sia di unità già occupate da inquilini.

  1. Appartamenti Occupati: Per gli immobili già locati, l’operazione comporta un semplice cambio di proprietà. Il Comune di Roma subentra come nuovo locatore, mantenendo in essere i rapporti contrattuali esistenti, fatte salve le future determinazioni conformi alla normativa pubblica.
  2. Appartamenti Liberi: Le unità abitative libere o che si renderanno tali verranno assegnate seguendo le procedure pubbliche previste per l’Edilizia Residenziale Pubblica. L’assegnazione non è discrezionale, ma avviene tramite graduatorie ufficiali basate su punteggi che tengono conto di reddito, composizione del nucleo familiare, fragilità sociale e altre condizioni oggettive. I beneficiari includono famiglie in emergenza abitativa, nuclei seguiti dai servizi sociali e categorie protette.

Il punto qualificante di questa strategia è la volontà di evitare la concentrazione di alloggi pubblici in aree specifiche, favorendo invece la distribuzione capillare sul territorio. In questo modo, assegnatari di alloggi ERP, proprietari privati e inquilini del mercato libero si troveranno a convivere nello stesso edificio.

Per governare questo processo ed evitare squilibri, la delibera che autorizza l’operazione introduce una soglia di controllo: qualora la percentuale di alloggi pubblici acquisiti superi il 15% del totale delle unità immobiliari di un singolo stabile, il Comune è tenuto a effettuare una valutazione preventiva di impatto sociale prima di procedere con ulteriori acquisti nello stesso edificio.

Riferimenti normativi

  • Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 40 del 28 marzo 2023: È l’atto amministrativo fondamentale che autorizza e disciplina il “Piano di acquisto di immobili da destinare all’Edilizia Residenziale Pubblica”. Definisce gli obiettivi strategici, le risorse finanziarie, i criteri operativi e introduce la soglia del 15% per la valutazione dell’impatto sociale.
  • Legge Regionale del Lazio n. 12 del 6 agosto 1999: “Disciplina organica delle funzioni in materia di edilizia residenziale pubblica”. Costituisce il quadro normativo di riferimento a livello regionale per la gestione e l’assegnazione degli alloggi di ERP, al quale le procedure di assegnazione del Comune di Roma devono conformarsi.

Riferimenti giurisprudenziali

Non sono disponibili riferimenti giurisprudenziali specifici relativi a questa operazione, data la sua natura di atto di programmazione e indirizzo politico-amministrativo.

Fonti e bibliografia

Le informazioni tecniche e procedurali relative all’operazione sono contenute negli atti pubblici ufficiali del Comune di Roma, in particolare nella documentazione associata alla Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 40/2023, consultabile presso gli albi pretori e i siti istituzionali dell’ente.